In poco più di due settimane, 100'848 firme contro l’attacco del Consiglio federale.
Il Consiglio federale vuole aumentare ulteriormente gli affitti. Il suo controprogetto all’iniziativa sulle pigioni svuoterebbe di significato la limitazione dei redditi e legherebbe maggiormente gli affitti all’inflazione: esattamente l’opposto di quanto chiede l’iniziativa. Questa decisione scandalosa suscita una forte opposizione. Oggi l’Associazione Svizzera Inquilini (ASI) ha depositato presso la Cancelleria federale un appello urgente indirizzato al Consiglio federale, firmato da 100'848 persone. I firmatari esigono che ritiri il suo «controprogetto».
Gli inquilini si mobilitano
Il Consiglio federale ha annunciato la sua decisione sull’iniziativa il 25 settembre. Già il giorno successivo, l’ASI ha lanciato un appello, che in due settimane ha raccolto 100'848 firme. «Oltre 100'000 firme in due settimane: è un segnale chiaro inviato al Consiglio federale», dichiara Carlo Sommaruga, presidente dell’ASI e consigliere agli Stati. «Gli inquilini pagano già affitti troppo alti e il Consiglio federale vorrebbe chiedere loro di pagare ancora di più. Loro non lo accetteranno.»
Il Consiglio federale si oppone all’iniziativa
L’iniziativa sulle pigioni chiede che gli affitti siano controllati automaticamente e regolarmente, e che vengano ridotti quando sono abusivi. Il Consiglio federale la respinge e le oppone un controprogetto indiretto. Secondo quest’ultimo, l’affitto iniziale verrebbe fissato sulla base di un affitto di riferimento statistico. Per quanto riguarda gli affitti in corso, sarebbero indicizzati all’inflazione o adeguati al rialzo ogni quattro anni in funzione dell’affitto di riferimento.
Il diritto di locazione in vigore limita il reddito di cui possono beneficiare i locatori. Con l’affitto di riferimento, tale limite verrebbe meno. L’affitto ammissibile sarebbe quello praticato per alloggi comparabili nelle vicinanze. Non è altro che l’affitto di mercato. E la spirale si inasprirebbe, poiché ogni nuovo affitto più elevato alimenterebbe la statistica successiva, facendo così salire il valore di riferimento ad ogni rilevamento. Non è previsto, del resto, alcun controllo sull’affitto di riferimento. Eppure, l’esempio del canone basato sui costi lo dimostra già: senza controlli, il sistema non funziona.
Per Jacqueline Badran, membro del comitato dell’ASI e consigliera nazionale, questo «controprogetto» è un affronto nei confronti degli inquilini: «Con l’iniziativa sulle pigioni, vogliamo finalmente far applicare l’affitto basato sui costi e il limite massimo di reddito, previsti dalla legge. Ciò che propone il Consiglio federale è l’affitto di mercato, ovvero l’esatto contrario, il che comporterà una nuova impennata degli affitti».
Il Consiglio federale deve porre fine a questa manovra
Il controprogetto non è ancora una legge. Il Consiglio federale ha incaricato l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) di elaborare un progetto concreto.
Le 100'848 firme gli chiedono di interrompere questo lavoro.
«Un eventuale controprogetto deve includere l’affitto basato sui costi e un controllo degli affitti», dichiara Michael Töngi, vicepresidente dell’ASI e consigliere nazionale. «Altrimenti, la crisi degli affitti non farà che aggravarsi. »