L’iniziativa « No a una Svizzera da 10 millioni » (iniziativa del caos) finge di lottare contro l’esplosione delle pigioni. In realtà, non risolve nessuno dei problemi degli inquilini. Non farà abbassare alcun affitto e non creerà nessun alloggio a pigione accessibile. Aggraverà al contrario la situazione finanziaria di numerose economie domestiche. L’ASI raccomanda un NO chiaro all’iniziativa del caos il prossimo 14 giugno.
Con l’iniziativa del caos, gli alloggi saranno ancora meno accessibili
Secondo un sondaggio recente dell’ASI, quasi il 40 % degli inquilini consacra già più del 30 % del salario della propria economia domestica. L’iniziativa « No a una Svizzera da 10 millioni » mira a porre fine alla libera circolazione delle persone. Questo provocherebbe uno shock economico, una diminuzione delle rendite e un calo dei salari. I redditi diminuirebbero mentre le pigioni continuerebbero ad esplodere. Per molte economie domestiche, la situazione si aggraverebbe maggiormente. « Gli inquilini hanno bisogno di pigioni più basse e di una migliore protezione contro gli abusi, non di un’ iniziativa che renderebbe la loro situazione finanziaria ancora più precaria », sottolinea Carlo Sommaruga, presidente dell’ASI Svizzera.
Un’immigrazione minore non significa pigioni più basse
Se gli affitti esplodono, è perché non esiste alcun controllo delle pigioni. Di fronte a questo, la Confederazione rimane inattiva. Eppure, il diritto di locazione fissa l’ammontare massimo di un affitto, ma questo non è applicato. I grandi gruppi immobiliari approfittano così anno dopo anno di redditi abusivi. Solo nel 2024, gli inquilini hanno pagato più di 10 miliardi di franchi di troppo per le loro pigioni. In caso di accettazione dell’iniziativa, non cambierà nulla per gli inquilini: le pigioni abusive persisteranno, i profitti esorbitanti pure, mentre il loro potere d’acquisto continuerà a crollare.
L’iniziativa imputa l’aumento delle pigioni all’immigrazione. Questo ragionamento non regge. Gli affitti non hanno cessato di aumentare, indipendentemente dal livello dell’immigrazione. Il numero di abitazioni sfitte contraddice ugualmente le affermazioni degli autori dell’iniziativa: nel 2001, circa 36 000 abitazioni erano sfitte in Svizzera ; nel 2025, questa cifra era praticamente identica, con 37 000 alloggi. Nel 2020, il numero di alloggi sfitti ha persino raggiunto il livello record di 67 000. Gli affitti hanno tuttavia continuato ad aumentare senza sosta, anche durante il suddetto periodo caratterizzato da un tasso di sfitto elevato.
Un’iniziativa ingannevole proveniente dagli ambienti della lobby immobiliare
Non è sorprendente che l’iniziativa non apporti alcuna risposta agli inquilini. Il comitato d’iniziativa conta 21 membri, di cui 14 hanno dei legami diretti con il settore immobiliare. Tra di loro si conta persino il presidente dell’associazione dei proprietari (HEV). Questi stessi ambienti hanno sistematicamente lavorato negli ultimi anni per indebolire la protezione degli inquilini e per fare impennare gli affitti. Per l’ASI, una cosa è chiara: gli autori dell’iniziativa non cercano di risolvere la crisi della locazione, ma cercano di mettere gli inquilini gli uni contro gli altri, distogliendo l’attenzione dai problemi reali. « L’iniziativa del caos promette agli inquilini un alleggerimento che non gli verrà mai apportato. Essa non farà diminuire alcuna pigione e non creerà neppure un alloggio a pigione moderata. », sottolinea Adriano Venuti, vicepresidente dell’ASI Svizzera.
Sono necessarie delle soluzione concrete, non delle promesse vuote
L’ASI si impegna per delle misure efficaci contro l’esplosione delle pigioni : basta con le pigioni abusive, proteggere in modo migliore le abitazioni a buon mercato preferire delle pigioni accessibili. La risposta più efficace all’esplosione degli affiti è l’iniziativa sulle pigioni. Essa garantisce che nessun affitto abusivo potrà più essere richiesto e che le pigioni finalmente si abbasseranno.